COMPLETATO - DONE

 

il film documentario sul Beato Arrigo da Bolzano.

Scritto e diretto da Carlo Magaletti, prodotto da Frabiato Film, in collaborazione con la Rai e la Provincia autonoma di Bolzano Alto Adige.

Disponibile il nuovo trailer.

Il DVD è in fase di distribuzione.

 

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IL PROGETTO IN SINTESI

  • Scritto e diretto da Carlo Magaletti

  • Supervisor storico Hannes Obermair

  • Fase attuale: finanziamento

  • Durata del film 96 minuti

  • Lingua originale del film: italiano/tedesco

  • Riprese in full HD

  • Distibuzione  TV/internet

Piano del progetto

  • Preproduzione-finanziamento entro il 30 Agosto 2020

  • Realizzazione delle riprese Ott-Nov 2020

  • Post produzione Genn-Marzo 2021

  • Pubblicazione Aprile 2021.

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FORMAT E INFO TECNICHE

Qualità cinematografica in teatro

Il progetto prevede la produzione di un film di 96 minuti da dividersi in due episodi da 48 minuti cadauno, in modo da poter rispondere alle esigenze pubblicitarie delle reti televisive.

Le riprese delle scene di finzione verranno realizzate riprendendo uno spettacolo teatrale sulla vita di Sigismondo che verrà simulato appositamente per l'occasione (con in sala un pubblico di comparse).

La convenzione teatrale ci metterà nella condizione di non dover rispondere a parametri di realismo storico e questo ci permetterà di ottenere notevoli risparmi riguardo l’ambientazione e i costumi. 
Risparmi arriveranno anche dal fatto che con uno spettacolo teatrale simulato avremo la libertà di posizionare le telecamere in qualsiasi posizione richiesta per ottenere riprese di livello cinematografico. Circostanza invece impossibile nel caso in cui fosse presente in teatro un pubblico pagante per la visione di un vero spettacolo teatrale.



Una docu-fiction coinvolgente

Nelle docu-fiction di carattere storico le scene di finzione vengono spesso usate per sostenere visivamente l'argomento trattato, rendendo questo genere cinematografico piuttosto prevedibile e quindi non di rado poco avvincente.

In questa docu-fiction capovolgeremo questa struttura narrativa utilizzando le tematiche portanti: origini del dollaro, esplosione del fenomeno della caccia alle streghe, otto ore lavorative, per far emergere gli aspetti personali della vita di Sigismondo. 

Seguendo le sue ambizioni come anche i suoi amori, paure, contraddizioni ed intuizioni, gli spettatori del film potranno più facilmente empatizzare con l'uomo Sigismondo e quindi essere più coinvolti nelle vicende del film.

I testi dello spettacolo pur essendo fittizi verranno ovviamente scritti rispettando gli avvenimenti storici che intendono descrivere. Ma per tutti quegli aspetti che non sono storicamente documentati avremo la possibilità di addentrarci nei meandri delle dinamiche umane dei personaggi, primo fra tutti Sigismondo. Questo ci permetterà di mettere in scena situazioni umanamente toccanti e drammatiche ma anche surreali ed umoristiche.

Un formato nuovo e straniante

Le scene di finzione saranno intervallate dalla presenza sul palco di un vero storico, che con la funzione di moderatore, interloquirà a rotazione con altri storici e psicologi che approfondiranno i tre temi portanti del film e gli aspetti più controversi della vita privata di Sigismondo. 
Questi dialoghi saranno accompagnati da immagini e animazioni.

Seguendo l’insegnamento di Bertold Brecht creeremo un effetto straniante per lo spettatore facendo dialogare di tanto in tanto gli storici con i personaggi dello spettacolo dando vita a delle interviste “impossibili” che avverranno anche in ambienti extra palcoscenico rilevanti per la nostra storia (castelli, miniere, musei ecc.).

La convenzione teatrale ci permetterà di stilizzare personaggi, costumi ed ambienti e quindi, sempre in un’ottica brechtiana, di dichiarare apertamente agli spettatori che le scene recitate dagli attori sul palco sono di pura finzione. 
In questo modo supereremo l'ambiguità nella quale capita che cadano le docu-fiction storiche: quella di lasciar credere allo spettatore che ciò che viene mostrato sullo schermo corrisponda a ciò che è realmente accaduto, quando invece si tratta spesso di ricostruzioni ipotetiche più o meno congruenti con i fatti storici che si intendono raccontare.

In sintesi in questo film avremo quattro tipi di strutture narrative che si intersecheranno:

  • scene teatrali di finzione

  • dialoghi tra moderatore/specialisti/personaggi

  • immagini e animazioni

  • moderatore/specialisti/personaggi che si incontrano e dialogano in luoghi extra palcoscenico.

©Carlo Magaletti

 

Dollari - Streghe - Otto ore lavorative
il Tirolo del 400' ombelico d'Europa

una docu-fiction di Carlo Magaletti

BREVE SINOSSI

Il dollaro, l'esplosione del fenomeno della caccia alle streghe e la legislazione sulle otto ore lavorative hanno avuto origine nel Tirolo del 400', sotto il governo del controverso Arciduca Sigismondo d'Austria passato alla storia come il Danaroso.

Seguendo le drammatiche vicissitudini personali dell'Arciduca, ripercorreremo le straordinarie circostanze che resero la piccola contea del Tirolo teatro di eventi destinati ad influenzare il futuro dell'Europa e del mondo.

SIGISMONDO: IL PROTAGONISTA

Sigismondo il danaroso è un personaggio controverso. 
Nonostante abbia avviato importanti iniziative destinate a influenzare il futuro dell'Europa è stato perlopiù descritto come un tipo estremamente influenzabile, più incline al vino che agli affari di governo, umorale e nell'ultima fase della sua vita sofferente di una qualche forma di malattia mentale. Un antenato che come per la pecora nera della famiglia è meglio tenere ai margini del racconto. 
Ne è esempio sintomatico lo scarso spazio dedicatogli nel museo della zecca di Hall, nonostante sia stato proprio Sigismondo a spostare in questa cittadina la zecca che prima si trovava a Merano. 
Nel museo i turisti, tra le altre cose, con matita e velina possono ricalcare una grossa moneta d'argento che ci si aspetterebbe essere “l'originale”, ossia il Guldiner di Sigismondo che dette il via alla “grande riforma monetaria”, mentre invece ci si ritrova a ricalcare la poco rilevante versione del Guldiner coniata dal suo successore e nipote Massimiliano I.

Certo Sigismondo fu “solo” Arciduca mentre Massimiliano I fu Imperatore e quindi dal punto di vista storico istituzionale una figura di tutt'altro peso. Ma confrontando le conseguenze che hanno avuto le azioni di entrambi sulla storia non è difficile notare che al contrario di Massimiliano I Sigismondo sia stato largamente sottovalutato.

Basti pensare che Sigismondo, pur tardivamente, si oppose all'attività inquisitoriale di Institor salvando cinquanta persone da una probabile condanna a morte. Massimiliano I invece, pochi anni dopo quell'evento, autorizzò le nuove regole del processo penale che, invertendo l'onere della prova d’innocenza nei processi di stregoneria, portò alla condanna a morte di alcune centinaia di streghe e stregoni solo durante il suo impero.

Probabilmente sulla figura storica di Sigismondo ha pesato il fatto di aver messo in pericolo l'unità territoriale del Tirolo e l'ingloriosa destituzione che lo vide costretto a trattare persino sui litri di vino settimanali che gli vennero concessi per il suo “esilio”.

In questa docu-fiction, con l’aiuto degli storici coinvolti nel progetto, proveremo a rivalutare la sua figura storica e soprattutto umana. 
A tal scopo, alla luce delle odierne conoscenze, cercheremo di tracciare un profilo psicologico che faccia luce sulle motivazioni personali che spinsero Sigismondo a quelle scelte politiche scellerate come anche a quelle intuizioni economico finanziarie che tanto hanno influenzato la storia sociale ed economica d'Europa.

©Carlo Magaletti

© 2020 by Carlo Magaletti
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